Abstract
Il contributo affronta il film di esordio Primavera di Damiano Michieletto, geniale e innovativo regista
d’opera, che ha tratto da Stabat Mater di Tiziano Scarpa un film ambientato nella Venezia del Settecento, in cui attraverso la figura di Vivaldi e di un’orfana virtuosa violinista si esprime una complessa poetica e
una visione nichilista, prodotta dal dialogo spettralizzato con la madre.
Riferimenti bibliografici
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